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Kantersteg – Blu Magic e Pingu

Decido di ritornare in questa zona con un paio di obbiettivi in mente. Uno Rubenzal e l’altro Blu Magic. Queste due cascate nel settore Staubbach sono ormai delle classiche.
Questo giro siamo io e Dario e ci organizzazimo fugacemente per una partenza serale in modo di avere una bella giornata piena l’indomani.
Le temperature altine mi preoccupano, i nove gradi registrati in paese non fanno intravedere di certo grandi spiragli. Purtroppo, se cosi possiamo dire, uno degli obbiettivi in mente viene scartato alla sua base. Aime era il principale, Rubenzal cascata di grande imponenza e tecnicamente ingaggiosa. Al suo cospetto i primi due tiri erano un fiume in piena, poteva essere una doccia assicurata. In queste condizioni sarebbe stato come fare canyoning a personalmente, bella si! ma fatta cosi non è ragionevole.
Ci spostiamo velocemente su Blu Magic già impegnata da una cordata, ques’utlima non ci reca nessun problema. I primi due tiri sono stupendi. Il primo, come sempre, ti risveglia i sensi e inizia subito verticale, per uscire servono 55 metri di corda, il secondo, Dario prende la linea di destra, risulta il tiro più bello della giornata, tecnico e vario. Arrivare in cima poi sono solo formalità.
Decidiamo dopo la discesa in corda doppia di visitare il primo settore più basso. Qui Scaliamo Pingu altra cascata molto interessante, che con quattro tiri ci porta alla doppia di calata. Molto ingaggioso il quarto tiro, ghiaccio delicato e tecnico e da proteggere con parsimonia che le viti non hanno una grand tenuta.

Grande giornata di ottimo ghiaccio nonostante la mia preoccupazione alle temperature.
Rientraimo a malinquore vista la quantità di salite disponibili e in buono stato che la valle offre…

Grazie a Dario.

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Kandersteg – Crack Baby

Un sogno che si realizza, una missione portata a termine in modo esemplare. La logistica , la tempistica , la progressione perfetta e ultimo, ma credo più importante, la compagnia di persone di grande livello tecnico e umano hanno reso questa giornata per me da incorniciare. Anche oggi ho imparato molto e quello che mi ha dato il più alla salita il confronto con persone che vanno per monti per la condivisione di una passione.

Inizio ringraziando il socio di cordata Giorgio , e Matteo e Silvio con i quali abbiamo condiviso la salita passo passo.

Venerdì:
Procediamo svalicando il Simplon Pass che ci regala una vista incantevole, un filo di preoccupazione viste le temperature Milanesi +20°C. Seguiamo fino a Goppestein e prendiamo il celebre trenino con l’auto che ci porta in 15 minuti a Kandersteg. Facciamo un sopraluogo per capire dov’è la strada che porta alle malghe e dove poi parte la traccia per le cascate. Il park sarà il nostro ostello della gioventù . Ceniamo e ci corichiamo all’imbrunire per caricare energie per il mattino seguente la sveglia ore 3:45.

Sabato:
…ore 4:30 zaini in spalla , Matteo e Silvio puntuali al secondo e si parte per la gippabile. Sono in silenzio, un filo di tensione precede la salita , e preferisco concentrarmi. La strada sale faticosa e non lascia un metro di respiro. Non molla mai. Faccio il passo davanti. In circa 1:35 siamo già sotto all’attacco di questa magnifica colata che fa perdere l’occhio la dove il ghiaccio si incontra con il cielo. Mai visto una cosa simile, maestosa imponente e perfetta. La temperatura alla base è -2°C. Abbiamo una cordata che già impegnata sul primo tiro. I primi due sono facili con ghiaccio duro e in alcuni punti crostoso, ma si scalano bene e velocemente ci portiamo dove il ghiaccio inizia a prendere la sua verticalità. Restano 6 tiri tutti verticali e lunghi. Il ghiaccio è lavorato, ben proteggibile, la progressione e divertente e goduriosa, la temperatura forse un filo troppo alta ma rende meno impegnativa la salita. I tiri presentano di tutto, colonne, passaggi aerei, strapiombi bulderosi, muri di continuità, nicchie, parti dove la neve rifusa crea un filo di crosta. Siamo veloci , dietro salgono almeno altre 5 cordate. Noi siamo alti e nessuno arriva dietro di noi lasciandoci godere a pieno la salita. Arriviamo alla parte alta dove resta l’ultimo tiro. Due le possibilità, o il muro che sembra non difficile oppure un colonnone a destra che sembra non essere stato scalfito da nessuno. Io e il Gio decidiamo di ingaggiarci su questo.
Siamo in alto ormai davanti a noi abbiamo solo un pendio di neve, non c’è più ghiaccio per le nostre piccozze che avrebbero ancora voglia di trovare spazio tra candelette, petali o buchi già creati da chi ci ha preceduto.
Ci prepariamo a scendere in doppia in 4 e con rapidità ci ritroviamo alla base ammirando questo capolavoro della natura ogni dieci passi in discesa, commentandola e ammirandola finché trova riparo nuovamente dalla conformità della montagna che non la svela agli occhi di chi si trova a novecento metri più sotto.

Ci sono salite e salite , indubbiamente tutte hanno la loro parte interessante ma questa è superlativa.

Concludo ricordando una frase celebre di un famoso telefilm degli anni novanta. Il Colonnello John “Hannibal” Smith diceva sempre : “Vado matto per i piani ben riusciti”….


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