Daone – Stiff Upper Lip

Nuova via aperta dal duo Francesco Prati e Patrik Ghezzi in val Daone , vicino alle placche dell’Ert , ripetuta la settimana scorsa da Dario e me probabilmente la prima ripetizione.

La via si compone di 4 lunghezze e arriva come difficoltà proposta dai primi salitori 5+,M7+ R per circa 180 metri di sviluppo.

L’ambiente  è sempre suggestivo della val Daone in veste fredda e poco invernale. Ci troviamo difronte come già detto a 4 lunghezze delle quali le dispari facili e le pari più impegnative , quindi come a noi la sorte a deciso il partente. Tocca a me quindi aprire le danze non sapendo cosa aspettarci , perché il Dario si ricordava solo che c’era da usare un friend del 5 e 4 ma non quando e dove. Quindi ben preparati ci si ingaggia.

L1. Partenza nel colatoio con ghiaccio buono ma non eccessivo , qualche risalto in pianoro e ci si porta alla prima sosta tutto a sinistra, cordino incastrato su masso, ai piedi del verticale che ci aspetta al secondo tiro. 50 mt 3/3+

L2. Colonna lavorata nei primi 15 metri con buon ghiaccio e possibilità di proteggersi a friend anche su roccia, parte alta non coesa e difficile da proteggere in qualche metro stretto per poi sostare su ghiaccio. 40 mt 5+ R

L3. Sempre ingulottato proseguire su ghiaccio per arrivare in sosta su placchetta con ghiaccio scollato e risalto in misto facile M3. Sosta a sinistra su chiodo con cordino da rinforzare , possibile con friend del 2 oppure chiodi a lama. 40 mt 3/3+- M3

L4. Tiro chiava , spostarsi dalla sosta a sinistra per prendere il ghiaccio 4 per poi passare tutto a sinistra per fessura frined del 4 e 5 per essere protetti adeguatamente , passaggio su placca con buon incastro di picche ma piedi inesistenti, poi superare la difficoltà ed entrare in un diedro non faticoso ma molto tecnico protetto da 2 chiodi quasi completamente dry. 50 mt 4+ M7+.

Calarsi in doppia lungo la via : Prima da albero sosta attrezzata fino alla sosta a chiodo per poi portarsi a destra su albero cordino blu da qui la seconda doppia fino a raggiungere una fettuccia nera nel ghiaccio per l’ultima calata.

Grazie a Dario per la dritta e per questa entusiasmante salita.

 

 

 

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