Gervasutti al Pic Adolph Rey e Cresta di Rochefort

Due giorni di divertimento tra una via di tutto rispetto e la Cresta forse più blasonata del gruppo del Monte Bianco.
Andiamo per ordine, si parte Venerdì di buon ora per prendere la prima funivia che ci porta al Rifugio Torino dove ci registriamo e lasciamo il materiale in eccesso. L’obbiettivo del primo giorno per me e Rudi alle prime armi con vie di questo tipo e la “Gervasutti al Pic Adholp Ray”. Via di stampo classico che segue una logica di dietri che non lasciano molto margine al nostro stato di forma. Troviamo l’attacco senza troppi problemi e ci portiamo sotto il secondo tiro con passi di 5+. Le relazioni dicevano soste a spit , in realtà noi non ne abbiamo trovate solo quelle della via accanto da dove ci si cala. Il Secondo tiro è una bastonata più finita ma stupendo. Trovo una sosta su fettuccia di dubbia tenuta e un chiodo. Recupero il Socio. Il tiro sopra di noi è già il Chiave della via. Per fortuna qualche chiodo e nut incastrato rende più veloce la progressione e ci permette di arrivare ad un terrazzino dove faccio sosta. Sopra di me un camino bagnato e verglassato non mi da scampo. Scendo e mi riporto più a destra per continuare in un altro diedro. Trovo una sosta su cordoni alla base di un antro che crea un atmosfera incredibile dove sulla parete sinistra si trovano due fessure stupende. Peccato non aver friend della misura adatta per provarla. La nostra via invece resta bagnata e con verglass anche qui. Salgo alcuni metri risolvendo i passi più duri poi faccio alcuni tentativi per proseguire, ma niente non mi fido , i chiodi e la fettuccia ghiacciata a proteggere lo spostamento non mi danno gli stimoli necessari. Ci tocca lasciare , ci mancavano due lunghezze sul quinto e una facile ed eravamo i vetta. Peccato . Come al solito la risalita al Torino è una rottura!!! Consiglio vivamente questo itinerario per quello che abbiamo scalato è veramente entusiasmante.

Sabato, ultimi all’uscita del rifugio, ci dirigiamo verso la blasonata cresta di Rochefort. Superiamo molte cordate partite prima di noi, molte di esse le ritroveremo poi al rientro ferme ad aspettare il loro turno per salire il dente del gigante dalla via normale.Percorriamo la cresta bellissima e molto esposta che non ha bisogno di commenti. In alcuni punti la neve non consistente rende difficoltosa la progressione.
Grandissima giornata in ambiente stratosferico con il meteo dalla nostra ha coronato uno dei miei pallini che da tempo giravano nel cassetto.
Grazie al Socio e i miei complimenti visto che alle “prime armi “ in terreni di questo tipo si è rilevato all’altezza di tutte le situazioni.

Annunci