Alla ricerca dell’Artif

È da un po’ che con Ralph ci si vuole cimentare in qualcosa di artificiale , magari che vada oltre una linea verticale, qualcosa che ci tiene sul fiato ad ogni singolo passo od ogni protezione piazzata.

Altro sabato che non mi stimola per nessun tipo di attività montana, decidiamo per un giro ‘esplorativo’ alla rocca di Manerba per dar spazio alla fantasia e magari creare una linea artificiale nuova.

La fortuna non è con noi la linea scelta ha una roccia troppo pericolosa e friabile che non ci permette di salire neppure con quel filo di sicurezza che si può avere., piazziamo un fix e scendiamo.
Guardandoci in giro troviamo una linea già chiodata con piastrine dell’anteguerra. Sembra particolarmente continua e leggermente strapiombante. Non è segnata su nessuna guida. Sembra essere dura. Si decide e ci si prova in stile Artif anche se credo che la libera non è cosi impossibile su questa lunghezza. Forse 7a o più.

Si parte la roccia non è delle migliori ma a differenza dal tiro tentato in precedenza è un lusso. Entra l’ingaggio dell’artificiale, alcuni protezioni sono lunghe e richiedono anche due passi consecutivi su cliff.
Bello , bello anche quando ti ritrovi 7 8 metri al di sotto senza neppure respirare perché il cliff posizionato crea una forza tala da rompere le fessurine in cui viene posto, è li l’arte il cercare di passare senza sbottonare …be a me non riesce per be due volte e il rito si ripete una volta su doppio cliff una volta su cliff friend. Alla fine avremo la meglio e la sosta viene raggiunta con una botta di adrenalina e alcuni passi in libera per nulla banali e sempre strapiombanti.
Giornata diverte ed alternativa. Grazie a Raplh per l’avventura.

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