In Adamello…dal Corno Occidentale di Salarno

L’appuntamento incancellabile e d’obbligo con un volo per Kalymnos mi fa decidere per il piano B proposto da Dario. Piani più bellicosi ad alte quote possono aspettare momenti di allenamento migliore, e detto tra noi meglio cosi! questo giro devo dire che ha richiesto parecchie energie globali.

Il piano B consiste nel ripetere un paio di vie nella magnifica val Salarno. Una delle  vie proposta da Dario è Lupo Argento 600mt VI+ TD+ al Corno Occidentale di Salarno. Non ho idea quante ripetizioni conti questo itinerario ma di sicuro è sufficiente una mano per contarle, pensate che la prima ripetizione di questa via aperta dai fratelli Roversi è stata solo nel 2008, da Beppe Chiaf e Guerzoni Andrea.

La sera al Rifugio Prudenzini strane idee raggiungono la nostra fantasia: “e se fuori dalla via raggiungiamo la Vetta dell’Adamello? . Devo dire che a questa domanda mi si accende l’entusiasmo!! Una delle Vette che quest’anno volevo salire in tranquillità, tanto per rivisitarla ed ecco che la raggiungiamo dopo aver percorso un itinerario ben più impegnativo delle via normale.

L’attacco della via dista circa due ore dal Rifugio. La roccia è strepitosa , compatta e di ottima qualità. Le difficoltà sono classiche con un intramezzo facile che collega la prima bastionata allo spettacolare scudo della seconda parte. L’ingaggio sulla via è totale, le soste trovate sono presenti nella parte alta, nella bassa bisogna attrezzarle. Trovati solo 2 chiodi di protezione per la progressione su tutto l’itinerario e 3 soste a chiodi collegate da un cordino. Schizzi di via sono inesistenti solo un tracciato di una foto della guida Cai che non aiuta molto ad individuare la retta via.

La scelta, assolutamente ripagata, di raggiungere  la vetta dell’Adamello ci ha costretti a salire non con poca zavorra sulle spalle, nonostante aver perso un oretta per l’individuazione dell’attacco il tutto è stato ripagato una volta suonata la “Campana”!!. La vista del ghiacciaio è un po’ desolante vista la poca quantità generale di ghiaccio e neve. La parte superficiale del ghiacciaio era veramente un pantano d’acqua. Pericolosi, con neve non portante, erano i numerosi crepacci nascosti e infimi durante la discesa.

Giornata di casa che globalmente mi ha richiesto parecchie energie e regalato l’alpinismo a 360° nel cuore del parco dell’Adamello. Invito tutti a mettere piedi in questa valle dove sono presenti numerose vie dallo sportivo vicine al rifugio a quelle dove viene richiesta una buona preparazione tecnica e alpinistica.

Ancora una volta devo Ringraziare Dario.

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