Un viaggio…un’avventura…un luogo magico..

È anni (in realtà neanche molti) che passo davanti a questo canyon e da quando scalo mi son sempre chiesto se poteva essere salibile in inverno in veste “glaciale”… Parlando con più volte con Dario, anche lui, con compagni di scalata diversi avevano già fatto alcuni tentativi, tutti arrestatesi al primo risalto con portata d’acqua notevole. Quest’ anno forse è la volta buona, viste le condizioni trovate alle cascate di Storo. Ebbene si, il Canyon è poco più avanti di Storo, forse conosciuto da chi pratica canyoning.  Allora via che si parte. Arriviamo al primo risalto, l’acqua è molta, ma ha comunque formato una struttura a forma di Vela circa 20 metri , molto delicata e dura, anche l’uscita aggancio di picche su roccia …Salire su un tiro cosi è stato esilarante sembrava una struttura, autoportante, incredibile a sinistra acqua a fiumi a destra il ghiaccio era sottilissimo e molto bagnato. Siamo riusciti a salire sulla parte più “sana”.Questo ci ha permesso di accedere in quel luogo magico in veste invernale. Proseguiamo con alcuni risalti dai 5 ai 15 metri che per lo più affrontiamo slegati, visto le difficoltà, dice il mio socio max 3, ma su strutture a forma di tubo con acqua che pareva una centrale idrica. Più saliamo più il ghiaccio si fa spesso e da vita a forme e strutture che solo lui sa creare. Il canyon è incredibile, ambiente suggestivo, toglie il fiato. Saliamo Fino ad arrivare un anfiteatro dove ci sono alcune candele sulla sinistra, un bel muro di almeno 60 metri sulla destra e una bella colata centrale (max 4). Ci si lega e via parto per questo bel risalto, il ghiaccio è trai i più belli incontrati in stagione. Dopo 60 mt giusti faccio sosta e via che riparte Dario, il tiro è più facile …altra lunghezza. Da qui alla nostra sinistra vediamo un tiro suggestivo e impegnativo(max 5), “l’incassato”. Usciamo e sembra essere in un vicolo cieco. Cerchiamo prima a destra ma nulla poi a sinistra e ci ritroviamo in un altro suggestivo anfiteatro. Altro tiro (max4) bello fatto tutto a destra dove l’ingaggio non è mancato. Proseguiamo ancora per una 50 di metri e ecco ci appare davanti a noi una bella cascata, manco avevamo appena finito di dire che sarebbe stato bello terminare con una bella colonna o candela. Saliamo slegati i primi 30mt (max2+) per sostare a dx su albero. Proseguo con un altro tiro di corda (max4) per portarci sotto alla colonna e al risalto successivo. Molto tecnica , ghiaccio a candelette una sopra l’altra, difficile da proteggere, viti aleatorie. (max 5) 25 metri (consigliata sosta in uscita a dx). Proseguire a sx su salto verticale ghiaccio decisamente migliore per poi giungere all’albero dove si sosta (max 5 e cordone di calata) . 40 mt. Il rientro lo abbiamo effettuato in doppia attrezzando le varie calate con cordone. Grazie a Dario e all’ambiente che mi ha regalato un’altra giornata da incorniciare.

Se qualcuno ha già fatto questa salita o ha idea come si chiami puo farmelo sapere grazie.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci